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braviragazzicurvasud@libero.it

domenica 27 marzo 2011

GIORNALISTI INFAMI !

GIORNALISTI INFAMI, ORA CHE VI SIETE SCATENATI INDICANDOCI, TANTO PER CAMBIARE, COME IL MALE ASSOLUTO, PUBBLICANDO NOMI E COGNOMI CORREDATI DA FOTO E FILMINI DA PRIMA COMUNIONE DEI NOSTRI RAGAZZI ARRESTATI E/O DIFFIDATI, LASCIATE CHE VI ESPRIMIAMO IL NOSTRO TOTALE DISPREZZO PER LA VOSTRA CONSUETA IPOCRISIA E LA TOTALE IGNORANZA CON CUI TRATTATE LE NOSTRE VICENDE. ABBIAMO LETTO SUL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA" PERSINO L'INTERVISTA AD UN NOTO DOCENTE UNIVERSITARIO, EX-MILITANTE DI UNO DEI GRUPPI PIU' VIOLENTI DEGLI ANNI SETTANTA, RESPONSABILE ( IL GRUPPO ) A TORINO ANCHE DI EFFERATI FATTI DI SANGUE, LIQUIDARCI COME SUBUMANI, GENTE INDEGNA DI PAROLE E DI COMMENTI. 
DAVVERO BISOGNA AVERE UNA GRAN FACCIA DA CULO PER DIRE CERTE COSE SENZA PROVARE VERGOGNA ! 
SU UN ALTRO QUOTIDIANO ABBIAMO POI APPRESO DI ESSERE UN GRUPPO DI SINISTRA, PROPRIO NOI CHE FACCIAMO DELL'APOLITICITA' LA NOSTRA BANDIERA, FERMO RESTANDO CHE TRA NOI ESISTONO CULTURE E SENSIBILITA' POLITICHE DIVERSE, CEMENTATE DA VALORI SCONOSCIUTI A CERTA GENTAGLIA INCRAVATTATA, L'AMICIZIA E LA FEDELTA'. 
NOI STIAMO CON I DIFFIDATI E I CARCERATI, CON PUDRA E CON CHI PAGHERA' A CARO PREZZO E DI TASCA PROPRIA IL CORAGGIO E LA GENEROSITA' DEI BRAVI RAGAZZI.
PUDRA LIBERO ! DIFFIDATI SEMPRE PRESENTI !

martedì 22 marzo 2011

Trezeguet contro la Juve: "Quarto posto? Mi fanno ridere..."

Guardarsi indietro con rabbia. Per il presente, non per quanto raccolto in dieci anni di Juventus: David Trezeguet sa essere analitico nel riportare i fatti che documentano lo stato di crisi in cui versa la squadra a cui si è legato fino all'addio sofferto di un anno fa. Tanto quanto il suo possibile ritorno in Serie A (per i tifosi bianconeri), magari con la maglia dell'Inter come riportano indiscrezioni di mercato che lo riguardano.
 
In una lunga intervista a stadiogoal.it (e che andrà in onda anche il 27 marzo su Rete7 e Ch.846 Sky il 27 marzo alle ore 14 all'interno del programma 'Fischio d'inizio') l'attaccante francoargentino ripercorre gli anni dell'epopea bianconera: "Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana". Una società diversa da cui David si è allontanato perché "non contava più su di me. Dicevano: vogliamo giovani, italiani più che stranieri, sarà una nuova avventura. Discorsi che dopo 10 anni di Juve non potevo neanche ascoltare. Ho fatto le valigie lasciando il posto a qualcuno più adatto a ciò che volevano allenatore e dirigenza". Tagliante e arguta la battuta con cui descrive la situazione in cui versa la squadra: "I discorsi che si fanno ora, il quarto posto, mi vien da ridere: alla Juve o eri primo o non contava niente".
 
GLI INIZI - "Arrivai consigliato da Zidane, Platini e Deschamps  C'era Ancelotti, giocavo con gente avevo ammirato in tv. Un sogno. Poi Lippi, un idolo dei tifosi, ci trasmise la mentalità e la voglia di vincere e vincemmo uno scudetto tanto sudato quanto bello. Al pari dell'ultimo che ho vinto con Capello. Fantastico. Quanti scudetti ho vinto? Quattro, con pieno merito sul campo. E con i giocatori che c'erano quell'anno si sarebbe vinto ancora tanto, compresa la Champions, la vittoria che mi è più mancata".
 
POST CALCIOPOLI - "Era un disastro - spiega il centravanti - Mi sono ritrovato senza gente come Ibra, Vieira, Cannavaro, Emerson. C'erano ragazzi della Primavera e altri che tornavano dai prestiti. Era cambiato tutto, anche a livello societario. Per fortuna Deschamps sapeva cosa fare e i giovani capirono subito. Vennero fuori i Giovinco, i Marchisio, Chiellini esplose, erano rimasti Camoranesi, Nedved, Del Piero e il sottoscritto. Rimasi pensando che la Juve tornasse subito a riprendersi ciò che le era stato tolto. Non andò cosi. Nulla era più come prima. Capii che per tornare a vincere sarebbe trascorso molto tempo. Io avevo giocato con Conte, Ferrara, Pessotto, Montero, Iuliano: gente che aveva la mentalità vincente. Era sparito tutto. Poi sono andato via perché la Juve non contava più su di me. Dicevano: vogliamo giovani, italiani più che stranieri, sarà una nuova avventura. Discorsi che dopo 10 anni di Juve non potevo neanche ascoltare. Ho fatto le valigie lasciando il posto a qualcuno più adatto a ciò che volevano allenatore e dirigenza".
 
L'AVVOCATO - "Per l'Avvocato c'era un rispetto sacrale da parte di tutti. Era uno che non girava intorno alle parole, veniva dritto al punto perché era abituato a vincere. Finire secondi alla Juve non serviva. I discorsi che si fanno ora, il quarto posto, mi vien da ridere: alla Juve o eri primo o non contava niente. I giocatori che venivano a Torino sapevano cosa dovevano fare e se non lo sapevano imparavano in fretta... Il fratello Umberto, altro grande personaggio, ha proseguito sulla stessa strada: voglia enorme di vincere, la sconfitta non era un termine conosciuto e neanche il pareggio era gradito. E si andava sempre a testa alta. Poi è cambiato tutto. Andrea lo ricordo da piccolo, ci ha visto vincere. Ha bisogno di essere aiutato da chi conosce la storia della Juve, il suo dna vincente. Nedved può farlo, e Del Piero spero che un giorno diventi presidente. Perché lui ha vinto tutto, conosce bene i meandri del mondo Juve e la Juve ha bisogno di gente cosi. Alcuni di oggi, che non sanno dove si trovano, hanno bisogno di capirlo...".
 
AMORE JUVE - "Della Juve sarò sempre innamorato - conclude - mi ha insegnato a vincere e fatto diventare un calciatore completo. Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana. Io sono arrivato giovane, ho apprezzato subito questo ambiente. La Juve è fatta per vincere. La maglia bianconera ha un peso diverso dalle altre: chi è fragile non la può indossare".
 
I TIFOSI - "Quando mi ritrovo con Alex, Vialli o altri che ti dicono: 'Sei entrato nel cuore dei tifosi per sempre' vuol dire che ho fatto qualcosa di importante. Volevo diventare lo straniero più 'prolifico' nella storia della Juve e ci sono riuscito. Grazie anche ai tifosi, ai quale dico: arrivederci a presto". 

Semestrale di bilancio Juventus FC: un bagno di sangue!

I bilanci delle società di calcio sono un tema che, abbiamo recentemente scoperto, appassiona molto i nostri lettori. Oggi diamo spazio in particolare all'analisi della relazione semestrale al 31 dicembre 2010 relativa alla Juventus F.C. Spa, resa disponibile in data 28 febbraio 2010 dopo la riunione del Consiglio di Amministrazione della società, e che verrà discussa con gli analisti finanziari nel consueto incontro presso la Borsa di Milano a fine marzo. Prima di addentrarci però nella fredda analisi dei numeri, devo fare una premessa relativa a tre grandi castronerie che si sentono e si leggono spesso ultimamente e che sono purtroppo riferibili anche a illustri giornalisti e opinionisti TV.

La prima castroneria riguarda la questione Libia. Secondo alcuni, la crisi del regime di Gheddafi potrebbe far sentire i suoi effetti sulla gestione della Juventus. Nulla di più falso. Infatti la finanziaria libica LAFICO possiede una quota del 7,5% del capitale Juventus e questa rappresenta quindi una partecipazione esclusivamente finanziaria. In pratica il blocco dei beni di Gheddafi, e quindi anche la quota in Juventus Spa, non si ripercuote sulla gestione della società bianconera in quanto le azioni possedute dal leader libico sono rappresentative del capitale versato nella società, che pertanto continuerà ad essere utilizzato dagli amministratori anche in presenza di un blocco cautelare sulle azioni che lo rappresentano. Prima che fosse posto il blocco, essendo la società quotata in Borsa, la LAFICO avrebbe potuto eventualmente decidere di liquidare l'investimento, e ciò sarebbe avvenuto attraverso il mercato azionario, anche in questo caso senza che la gestione ordinaria ne subisse alcuna conseguenza. Allo stato attuale l'unico problema potrebbe crearsi in caso di aumento di capitale deliberato dalla società. Infatti in questo caso all'azionista libico, se dovesse persistere il provvedimento di blocco, potrebbe essere impedita la sottoscrizione della quota di propria competenza, a meno della concessione di un'autorizzazione specifica. Anche in questo caso però il funzionamento della società e il buon esito della ricapitalizzazione sarebbero assicurati dai consorzi di collocamento e garanzia, e quindi dalle banche che organizzano l'operazione.

La seconda castroneria riguarda invece la questione stadio. Molti giornalisti, commentando la semestrale, hanno individuato nella costruzione dello stadio uno dei principali componenti negativi che hanno prodotto la cospicua perdita semestrale di bilancio. Questa è un'inesattezza colossale. Infatti i costi dello stadio, ancorché completamente finanziati dal contratto Sportfive e dai mutui accesi con il credito sportivo, hanno contribuito soprattutto ad aumentare l'indebitamento complessivo, mentre l'effetto sul risultato economico di periodo è praticamente trascurabile; sarà invece più consistente negli esercizi futuri, quando si dovrà procedere agli ammortamenti dell’impianto. Ne consegue che il pessimo risultato netto esposto in semestrale dipende da altri fattori, che andremo ad analizzare più avanti.

La terza ed ultima castroneria, forse la peggiore, riguarda la questione dei riscatti obbligatori e la loro onerosità. Molti opinionisti si riempiono la bocca parlando dei famosi 58 milioni che la Juventus dovrebbe sborsare entro giugno per riscattare i giocatori presi con la formula del prestito oneroso. In primo luogo ufficialmente questi riscatti non sono affatto obbligatori. Non è dato sapere però se ci può essere in qualche caso un accordo più o meno definitivo, in merito al riscatto degli stessi. In ogni caso la somma che entro giugno dovrà sborsare la Juventus, nel caso decidesse di esercitare l'opzione di riscatto su tutti i giocatori acquisiti con questa formula, non è certamente 58 mln Eur. Infatti i contratti di acquisizione definitiva prevedono di solito un pagamento spalmato su tre esercizi. Nel nostro caso quindi la società nella peggiore delle ipotesi, cioè il riscatto di tutti i giocatori, dovrà pagare sull'esercizio 2011/2012 poco meno di 20 mln Eur.

Fatta questa doverosa tripla premessa diamo uno sguardo alle più importanti voci dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Per chi segue i miei articoli, i disastrosi risultati evidenziati non sono certamente una novità. Avevo previsto con molto anticipo, nei miei articoli "Juventus: la soluzione finale", "Dall'aumento di capitale allo stato confusionale", "Andrea Agnelli: i primi 100 giorni/1 - società e bilancio" e "Ricostruire sulle macerie", che sarebbe stato un esercizio difficile; ma dall'analisi di dettaglio posso dire che l'esercizio 2010/2011 sarà un vero bagno di sangue, un disastro in chiave puntuale e, a mio parere, anche prospettica.

In particolare mi preoccupa la dinamica dei ricavi che, come previsto, sono crollati sul semestre di quasi il 30%, da 125 mln a 88,7 mln. Un calo addirittura superiore alla mia previsione che era di circa il 25% e che in chiave prospettica, su giugno, fanno peggiorare la mia stima da 200 mln a circa 180 mln, cioè un valore simile a quello dell’anno della serie B. I motivi di questo crollo, al netto della stagionalità, sono quelli che avevo già evidenziato: mancanza della partecipazione alla Champions, minori introiti per l'entrata in vigore della nuova normativa sulla vendita centralizzata dei diritti TV, minori ricavi da sponsorizzazioni e dal botteghino, mancanza di alcune poste straordinarie, lascito della gestione Giraudo, che avevano sortito i loro benefici effetti economici fino allo scorso anno. Totale circa 36 milioni di euro in meno sul semestre, che appare un dato davvero gravissimo. A mio avviso il dato più allarmante è quello relativo ai diritti TV del campionato di serie A. Al di là del differente criterio di contabilizzazione che prevede la nettizzazione dell'effetto della mutualità e la riclassifica di alcuni dati per rendere comparabili le poste in bilancio, appare chiaro che l'applicazione della nuova normativa di vendita centralizzata per la Juventus si è rivelata un vero esproprio. Sul semestre infatti la cifra corrisposta è di circa 10 milioni di euro inferiore rispetto all'esercizio precedente, circostanza che mi fa ipotizzare una riduzione prospettica a fine esercizio tra i 15 e i 20 mln di euro, quasi il doppio di quello che ragionevolmente mi aspettavo. Nondimeno voglio sottolineare come, sul criterio di calcolo dei diritti, ha sicuramente inciso il rendimento scadente in termini di vittorie e piazzamenti della squadra negli ultimi cinque anni, a causa anche della retrocessione in B. Ecco dunque un ulteriore danno economico-finanziario provocato dalla gestione scellerata dei fatti dell'estate 2006. Ed ecco quindi il motivo per cui avevo più volte, nel corso delle Assemblee degli azionisti, suggerito alla società di accettare la nuova ripartizione con "riserva", in attesa delle decisioni dei Tribunali ordinari.

Notizie preoccupanti anche sul fronte dei Costi Operativi, in aumento di quasi il 17% a oltre 100 mln di euro sul semestre e non solo per gli esborsi effettuati per la risoluzione dei contratti di alcuni giocatori della vecchia guardia. Infatti i costi lievitano anche per l'incremento dei servizi esterni (4 mln sul semestre) tra cui anche le spese pubblicitarie e le consulenze. Inoltre questa voce comprende anche la quota di competenza del semestre dei costi relativi ai prestiti onerosi dei calciatori, che essendo veri e propri “affitti”, non generano alcun movimento nello stato patrimoniale. Una curiosità riguarda l’assunzione di sette nuove risorse nel personale impiegatizio non tesserato, non male per una società in grave crisi di ricavi. D’altronde siamo abituati a certi lussi. Siamo probabilmente l’unica società quotata in Borsa ad avere due amministratori delegati, e con stipendi da favola.

Ai 100 mln di costi operativi bisogna aggiungere altri 26 mln di ammortamenti e oneri straordinari; 19 mln circa costituiti in gran parte dall’ammortamento pluriennale dei bidoni acquistati negli ultimi anni. Gli altri 7 mln si riferiscono agli “effetti derivanti dall’accordo transattivo sottoscritto con la Direzione Generale delle Entrate a seguito dell’accesso della Guardia di Finanza, terminato il 23 luglio e avente ad oggetto le annualità dal 2001/2002 al 2007/2008 (2002/2003 esclusa)”. Sulla semestrale non vi sono ulteriori dettagli. Ma il contenuto delle contestazioni era fedelmente riportato nel bilancio consuntivo del 2009/2010 e quindi sappiamo che la Juventus veniva accusata di “violazioni, per importi rilevanti, delle norme fiscali su alcune operazioni relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, ai compensi corrisposti a prestatori di servizi nonché ad altre fattispecie minori.” Sull’argomento abbiamo recentemente cominciato addirittura una rubrica su Ju29ro.com, il cui primo articolo, "Calcio e fisco. Misure di contrasto all'evasione e all'elusione tributaria", è uscito proprio in questi giorni a firma di Vittorio Salvadori:

Resta comunque la sensazione che anche in questo caso, nei confronti della Juventus, si sia voluto essere più realisti del re. Non possiamo, peraltro, fare a meno di notare che la società ha scelto la strada dell’ennesimo patteggiamento, pur non avendo riconosciuto, all’atto dell’accordo transattivo, alcuna delle violazioni contestate. Ecco il passaggio che lo conferma: “Considerati i rischi connessi all’eventuale contenzioso tributario e pur nella consapevolezza di aver sempre agito correttamente e in buona fede come riconosciuto in più sedi e tempi dai competenti organi giudiziari con provvedimenti passati in giudicato, la Società ha accettato la proposta di adesione sottoscrivendo in data 14/10/2010 un accordo transattivo che nulla riconosce nel merito della controversia". In pratica come già successo molte altre volte dal 2006 ad oggi e su varie vicende, la Juventus ha sempre il solito atteggiamento: non sappiamo se siamo colpevoli, molto probabilmente non lo siamo, però fateci pure del male e pazienza se poi magari andando a fondo si sarebbe scoperto che non avevamo fatto un cazzo!

Abbiamo quindi preso atto di ricavi in calo e costi, seppur temporaneamente, in aumento. Questo mix è ovviamente alla base del disastroso Risultato Operativo e di conseguenza del Risultato Netto che, sul semestre, si attesta a quasi –40 mln di Eur; risultati di tal fatta mi fanno ritoccare al rialzo le già fosche previsioni dei mesi scorsi, fino a ipotizzare una perdita sull’esercizio in corso tra i 60 e i 70 mln di Eur. Come abbiamo già chiarito negli articoli precedenti, la Juventus Spa potrebbe far fronte a questa perdita senza alcun aumento di capitale, attingendo esclusivamente dalle Riserve di Patrimonio Netto, praticamente azzerandole. Ma tale soluzione porterebbe la società in una situazione di evidente sottopatrimonializzazione, pregiudicando, e di molto, la capacità di effettuare corposi investimenti.

Per meglio illustrare quanto dico, è importante calcolare un dato che si può ricavare nelle pieghe della semestrale, ed è il debt/equity ratio, e cioè il rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto. Per ottenerlo basterà dividere i debiti onerosi (quelli su cui l'azienda paga gli interessi) per il patrimonio netto dell'azienda stessa. Una volta calcolato, questo numero potrà essere superiore o inferiore a 1. Quando è superiore, l'azienda risulta troppo indebitata rispetto al Patrimonio Netto e nel lungo periodo potrebbe non essere una situazione sostenibile. Viceversa valori inferiori ad 1 indicano un livello di indebitamento non elevato e positivo per la società.

Nel caso della Juventus per la prima volta, dopo molti anni, al 31/12/2010 questo rapporto è superiore ad 1, e precisamente 1,11. Questo significa che a giugno, a chiusura d’esercizio, il dato peggiorerà per effetto dell’utilizzo delle riserve di patrimonio e per il probabile aumento dell’indebitamento dovuto ai successivi tiraggi per il mutuo dello stadio e al maggior utilizzo degli scoperti di conto corrente. A mio parere quindi l’aumento di capitale è inevitabile; restano da stabilire solo i tempi, che potrebbero non essere brevissimi. Per effetto di quanto detto la Posizione Finanziaria Netta peggiora drammaticamente nel semestre di circa 63 mln Eur, attestandosi a quasi –57 mln Eur.

Ma il documento di semestrale offre anche altri interessanti spunti, come ad esempio il dettaglio della sponsorizzazione Balocco, il cui corrispettivo non è mai stato dichiarato dal “mago degli sponsor” Blanc. Ebbene, dal documento emerge una fideiussione per circa 1,8 mln Eur emessa a favore della Juventus sui corrispettivi da ricevere da Balocco, un importo non lontano dalla mia recente stima, che si attestava intorno a 1,5 mln di Eur.

Non si capiscono invece i motivi del benservito al dott. Michele Bergero, il Direttore Finanziario della società, atteso che il settore di sua competenza è stato l’unico, a mio parere, che dopo la farsa del 2006 aveva mantenuto la barra dritta, continuando a lavorare in maniera più che soddisfacente. Al suo posto arriva da Exor Aldo Mazzia, già consigliere di amministrazione, probabilmente destinato a breve a prendere anche il posto di Blanc, nel ruolo di Amministratore Delegato con deleghe all’area amministrativa e finanziaria.

Così come non si capiscono i 289 mila Eur di compensi pagati a fantomatici “Consulenti Sportivi” nel semestre. Chi siano questi consulenti, non è dato sapere: di sicuro non sono osservatori, né procuratori né agenti Fifa, le cui remunerazioni sono comprese in altre voci. Si tratta di generiche “consulenze sportive” i cui benefici, francamente, facciamo fatica a vederli.

Continua inoltre a ritmi sostenuti il pagamento di onorari allo studio legale Grande Stevens, che dal 2006 ad oggi sembra essere attaccato alla mammella della Juventus ormai in pianta stabile. Nel semestre infatti sono stati pagati onorari per 583 mila Eur, mentre risultano ancora creditori di altri 258 mila Eur!

Allarme rosso dunque, per il bilancio della Juventus. Dopo aver perso primati e competitività nel campo sportivo, la notizia è che anche sui bilanci la Juventus sta sperperando l’eredità di Antonio Giraudo. Anche nei conti, è evidente, serve una sterzata decisa. Valuteremo tra qualche mese se il management avrà polso e risorse per imprimerla.

domenica 13 marzo 2011

NOI SIAMO LA CURVA SUD


A DEL NERI NON FREGA UN CAZZO DEI TIFOSI CHE PROTESTANO. FORSE NON SI E' SPIEGATO BENE, DEL RESTO SI CAPISCE POCO QUANDO PARLA. UNA COSA L'ABBIAMO CAPITA PERO', CHE SE NE DEVE ANDARE FUORI DAI COGLIONI.

BRAVO RAGAZZO SENZA UN DITO

BRAVI RAGAZZI A CESENA

BRAVO RAGAZZO ( MICA TANTO ) A CESENA

BRAVI RAGAZZI A CESENA

ANDATE A LAVORARE

Dopo la trasferta di Cesena, mister Del Neri ha concesso alla squadra due giorni di riposo. I bianconeri si ritroveranno a Vinovo martedì, per iniziare preparare il prossimo incontro, in programma domenica alle 15.00 all’Olimpico di Torino - comunica il sito ufficiale del club -. Martedì l’allenamento è in programma al pomeriggio, seguiranno tre sedute mattutine, per poi tornare a lavorare dopo pranzo nella giornata di sabato, alla vigilia della gara contro il Brescia.
http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=44012

NOI DOMANI ANDIAMO A LAVORARE VOI, DOPO UNA PARTITA DI MERDA, VI RIPOSATE. VERGOGNA!

DEL NERI VATTENE

CESENA, 13 marzo - Il sospiro di sollievo si è spezzato in gola a Gigi Del Neri: stava già assaporando il ritorno alla vittoria, ha dovuto accontentarsi di un misero pa­reggio, che non cambia le car­te in tavola. E neppure il suo futuro. La sua immagine nei minuti finali del match vale più di mille parole: seduto in panchina, l’aria sconsolata, senza neanche la forza di urla­re. Ci pensano Matri, Del Pie­ro e Pepe, al suo fianco, a inci­tare i compagni in campo. Lo­ro ci credono ancora, il tecnico sembra aver ammainato la bandiera. Eppure ha vissuto con orgoglio il momento di cri­si bianconero, ha gestito pres­sioni e tensioni, non ha mai peccato di spavalderia e anche l’altro ieri, alla vigilia della sfi­da spartiacque contro il Cese­na dopo tre sconfitte consecuti­ve, piuttosto che difendersi è passato al contrattacco lan­ciando la provocazione di dieci finali tutte da vincere. Non ha centrato la prima, e chissà se basteranno le successive per raggiungere la Champions. A dispetto di tutto, Del Neri è an­cora fiducioso. «La squadra ha giocato una buona partita pur restando per un’ora in dieci. Abbiamo creato diverse occa­sioni, rischiato qualcosa, ma non abbiamo avuto fortuna: se fosse entrato quel colpo di testa di Iaquinta al 90’ saremmo qui a parlare del 3-2. La vitto­ria ci poteva stare, non avrem­mo rubato nulla e ai ragazzi non posso dire niente, hanno lottato in campo. Sicuramente c’è stata più attenzione, quella che non abbiamo avuto contro Lecce e Bologna».

QUALITA’ DEL PIERO - Il trend è cambiato perché final­mente Del Neri si è affidato al­la qualità di Alessandro Del Piero, rispolverato dopo averlo tenuto per troppo tempo in panchina, e di Alberto Aquila­ni, rientrato dall’infortunio, ol­tre alla verve realizzativa di Alessandro Matri, che aveva bisogno di un assistman per tornare al gol. Proprio il suo doppio vantaggio, con il tocco decisivo del capitano, conferma gli errori del tecnico nella scel­ta degli uomini e nelle troppe esclusioni di Del Piero. «Ma non esiste un caso. Lui sa la sti­ma che nutro per lui, si fanno tante chiacchiere in tv e sui giornali, ma non c’è un proble­ma Del Piero». La curva però non ha gradito la sua sostitu­zione e ha manifestato il mal­contento con i fischi. «L’allena­tore è uno, Del Piero aveva gio­cato 70 minuti in maniera in­tensa. Sappiamo noi come van­no le cose...» osserva in manie­ra sibillina il tecnico. E insiste: «I fischi fanno parte del gioco, applaudiranno più avanti». La coppia Matri-Del Piero sembra in questo momento la migliore assortita. «E’ vero, nonostante i suoi anni non si discute la qualità di Del Piero. Come Aquilani, Traoré e Motta. Ho cambiato 4 su 11 e su questa squadra si può lavorare anche se contro il Brescia perderò Motta squalificato.

VATTENE - Con un punto che movimenta comunque la clas­sifica bianconeri, Del Neri non avrà vita facile neppure que­sta settimana. «Se mi dà fasti­dio leggere di ex juventini can­didati alla mia panchina? Mi fa piacere, purtroppo per loro la alleno io. Non è ancora tem­po ». Già, dovrà guardarsi le spalle perché, se la squadra si è compattata intorno a lui nel bene e nel male, i tifosi non gli perdonano di aver trascinato la Juventus negli inferi e fuori dalla zona Champions. Dallo stadio Manuzzi, dove la Vec­chia Signora attira sempre il pienone, si alza l’urlo del popo­lo bianconero «Del Neri vatte­ne ». La singolarità sta nel fat­to che la contestazione arriva quando la Juventus sta ancora vincendo, figuratevi dopo il 2-2 di Parolo. Ma lui alza le spal­le: «Dei tifosi non me ne frega niente». Del Piero invece se ne frega: «Al di là degli insutli a Del Neri o ai giocatori, io capi­sco l’amarezza dei nostri tifosi. D’accordo sulla sostituzione? C’è massima disponibilità, il mister ha totale libertà».

http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2011/03/13-113769/I+tifosi+della+Juve%3A+%C2%ABDel+Neri+vattene%C2%BB.+Ma+lui+%C3%A8+contento+

lunedì 7 marzo 2011

LETTERA AI BRAVI RAGAZZI

Ciao ragazzi!
Vi scrivo dopo avervi cercato in rete (internet, non quella difesa da Gigi Buffon) e perché credo voi, i tifosi più vicini al mondo societario bianconero, possiate concretamente svolgere azioni di protesta seppur pacifica, nei confronti di questa dirigenza che in Marotta dopo una sconfitta casalinga col Milan ci costringe ad ascoltare frasi quali “col Milan ci sta di perdere....”.

Una frase che si commenta da sola e che da sola mostra tutta l’inadeguatezza e la non juventinità dello staff dirigenziale ora presente alla Juve (oltre al fatto che i risultati stìano parlando da soli e non vadano più inutilmente giustificati o commentati).

Come recitava il bellissimo striscione esposto sabato sera che recitava la celebre frase di Boniperti: “alla Juve vincere non è importante: è l’unica cosa che conta”.


Sono pertanto qui ad implorare voi e tutto il mondo ultras per un’azione di protesta verso (e non contro) il presidente Andrea, portando a lui le tessere abbonamenti “strappati”, lasciando lo stadio vuoto ogni partita da qui alla fine della stagione e promettendo (minacciando) di lasciare vuoto pure il nuovo “gioiello” per l’anno prossimo se non si rimette in piedi una società gloriosa con gente da Juve che parli, ragioni, viva da Juve.

Dobbiamo riportare
Luciano Moggi al timone di questa barca totalmente alla deriva. Ve lo supplico. Fate in modo che ciò avvenga.

Verrei alle vostre riunioni ma purtroppo vivo ad Imola (BO) e non mi è possibile stare più vicino alla squadra di quanto non lo possa fare col cuore e d quanto non possiate farlo voi.



Grazie per avere letto le mie parole ed il mio pensiero.



Andrea, Imola

FUORI LE PALLE